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ROAD TO MARATHON DES SAMBLES: OXYBURN TRA MENTE E ZAINO

Ne abbiamo parlato con Gianluca Barbero, che si sta preparando all’impresa

Una settimana nel deserto tra sabbia, pietre, sole cocente, geli notturni, scorpioni, acqua e cibo razionati: sono questi gli ingredienti principali dell’ultra delle Sabbie che attraverserà tutto il Sahara marocchino.

Dall’8 al 18 aprile lungo le dune del Sahara marocchino si terrà la trentunesima edizione della Marathon des Sables, uno degli ultratrail più conosciuti e desiderati dagli appassionati delle corse nel deserto. Una gara dura, durissima, la MDS, che si srotola per 240k tra sabbia, rocce, caldo infernale e scorpioni. E, come se non bastasse, la gara è da affrontare in totale autosufficienza alimentare: quel che ogni atleta riuscirà a stipare nel proprio zaino, che dovrà avere un peso compreso tra i 6,5k ed i 12k, sarà ciò di cui si potrà servire per l’intera settimana della manifestazione.

Tra gli ‘eroi’ che prenderanno parte a questa nuova edizione 2016, anche Gianluca Barbero, bancario quarantaduenne che quest’anno realizzerà il proprio desiderio di partecipare alla Maratona delle Sabbie, sostenuto e supportato dall’abbigliamento tecnico fornito da Oxyburn. Lo abbiamo incontrato alla conclusione dell’Ultrabericus, nel quale ha chiuso i 65k, con 2.000 metri di dislivello positivo, in poco più di otto ore, classificandosi novantaquattresimo: come ci aveva anticipato alla vigilia, l’ultra vicentino rappresentava l’ultimo vero e proprio lungo prima della Marathon des Sables, utile soprattutto a testare i nuovi materiali Oxyburn.

Gianluca, dacci un anticipazione: come ti sei trovato con il materiale tecnico Oxyburn?
Benissimo, come me lo aspettavo, se non addirittura meglio. Top i calzettoni e la maglia, morbida, leggera, traspirante…

Ok, ok… adesso fermati e ricominciamo dall’inizio: chi è Gianluca Barbero nella vita di tutti i giorni?
Sono un impiegato di banca che vuole sfatare il mito del bancario sedentario ultraquarantenne sovrappeso: io ne ho 42, di anni, e vado per i 43! Vivo da solo, amo la natura in generale nelle sue varie forme. Le mie passioni, oltre alla corsa, ovviamente, sono la bicicletta (ho fatto agonismo per quattordici anni prima di avvicinarmi alla corsa a fine 2007) e le escursioni in montagna (miei grandi sogni, dopo la MDS, sono la scalata di cime mitiche quali il Kilimanjaro, l’Aconcagua, il Monte Ararat…). Mi piace anche seguire dal vivo la pallacanestro (sono un ex arbitro, e tifo per la Auxilium Torino, ahimè ultima in A1) e l’hockey ghiaccio (la Valpe, diminutivo di Valpellice, la locale squadra di hockey che quest’anno ci ha regalato la gioia di vincere la Coppa Italia).

Quando e perché hai deciso di partecipare alla Marathon des Sables?
La Marathon des Sables è la gara che sogno da una vita. Amo unire sport ed avventura e questo è l’evento che meglio unisce i due aspetti. Dopo aver centrato i miei obiettivi su distanze classiche (i miei PB in maratona e mezza maratona risalgono al 2014: a Torino in maratona con 2h46’37” e sulla mezza ad Ulm in Germania con 1h18’29”) e ottenuto una vittoria assoluta in una piazza importante come Macerata (ho vinto la Stramacerata di 10km), nel 2015 ho allungato le distanze chiudendo una 6 ore (con 69,268 km a Torino) e una gara da 100km (Tuscany crossing trail di 104km per 3200mt D+) in vista di un’ulteriore escalation quest’anno con la imminente MDS…

Perché la scelta di affidarti ad Oxyburn per i tuoi materiali?
La scelta dei materiali Oxyburn nasce dal consiglio di un’amica che li ha provati e di cui mi ha parlato benissimo. Userò una divisa di gara (pantaloncino e maglietta) tecnici con tecnologia ad hoc per mantenere fresco per quanto possibile il mio corpo, la maglietta extralight a manica corta, le calze corte c compressione di Primo livello, il buff, dei manicotti da usare nella tappa lunga che si chiuderà di notte ed un intimo tecnico a manica lunga per superare al meglio le notti fredde desertiche…

Cosa temi di più di questa gara? Il caldo, i chilometri, la sabbia, la sete, l’equilibrio mentale…
Sono chiaramente tutti aspetti da temere… e aggiungerei anche le pietraie che dovremo superare… Ma, forse, ciò che più temo è la composizione dello zaino. La sua preparazione ottimale ritengo sia fondamentale per il successo della gara, soprattutto per quel che riguarda il cibo, essendo in autosufficienza alimentare per una settimana intera…

Ci racconti, allora, il tuo zaino cosa conterrà? Ci sono rigidi controlli sul peso…
La preparazione dello zaino è l’aspetto che sto curando di più in quest’ultima fase di avvicinamento. Essendo una gara in autosufficienza totale, tranne che per l’acqua, per una settimana intera bisogna evitare di fare errori. Ci sono controlli di peso (il minimo è di 6,5kg senza acqua alla partenza della prima tappa; il massimo è di 12 chili).

Quale il segreto?
Se uno decide di puntare al comfort, può portare con sé più cose, ma il problema è che se le deve portare sul groppone per tutte le tappe. Se invece si punta sul minimo indispensabile per essere più dinamici in gara, si rischia d’altro canto di non avere con sé quanto potrebbe rivelarsi fondamentale…

E la tua scelta quale sarà?
Il mio zaino conterrà: materassino ultralight, sacco a pelo ultralight, tuta di carta (le classiche tute utilizzate dai decoratori; molto leggere e allo stesso tempo calde), un intimo tecnico, cappellino con la vela sahariana, occhiali da sole, crema solare, antisettico cutaneo, pompetta aspira veleno (tra l’altro c’è il rischio costante di essere punti dagli scorpioni!), telo di sopravvivenza, specchietto, cucchiaio, fornellino, supporto per il fornellino, accendino, carburante solido per accendere il fuoco, cibo, integratori per il recupero, buff, manicotti, kit igienico…

Come si prepara, e quanto tempo prima è necessario cominciare a prepararla, una gara di questo genere?
Una gara del genere la senti dentro… io sento di prepararla da tutta una vita, la sento come la MIA gara… dal punto di vista specifico della preparazione ho cominciato ad allungare progressivamente le distanze da dicembre, correndo sempre più spesso con lo zaino e aumentando progressivamente il suo peso. Ho previsto due stage di allenamento su sabbia (a fine dicembre a San Vincenzo, in Toscana, e la scorsa settimana a Sant’Anna Arresi, vicino a Porto Pino in Sardegna). Ho usato anche la neve delle ultime settimane, la neve è il tipo di terreno più simile alla sabbia desertica. Da un punto di vista agonistico ho in programma ancora un’uscita lunga alla Ultrabericus a Vicenza il 19 marzo, un trail di 66km per 2500mt D+.

Di cosa ti nutrirai durante la gara?
Bella domanda: al momento credo che comincerò la giornata con té e biscotti ai cereali, più grana padano e barretta proteica a colazione, gel in gara, barretta, più taralli più grana più integratori per il recupero nel post gara e dei liofilizzati la sera…